I Canto Divina Commedia
(v.28-v.75)
Dopo che ebbi riposato un po il corpo stanco,ripresi il cammino per questo luogo deserto salendo,sicchè il piede d'appoggio era sempre il più basso. Ed ecco che,quasi all'inizio della salita vera e propria,mi apparve un ghepardo,lonza, agile e molto veloce,dal pelo maculato;e non si allontanava dalla mia vista,anzi,ostacolava il mio cammino,che fui costretto più volte a tornare indietro.
Si era al principio del mattino e il sole saliva nel cielo insieme alla costellazione che con lui quando Dio creò e mosse per la prima volta le stelle;così che,l'ora della giornata e la stagione dolce,mi facevano ben sperare di venire a capo di quella fiera dalla pelliccia maculata;ma non abbastanza perchè mi spaventassi alla vista di un leone: Questo sembrava venirmi incontro,a testa alta e con una fame rabbiosa,sì che l'aria pareva tremare a causa sua. E una lupa,che, magra com'era sembrava piena di ogni suo desiderio,e che in passato aveva fatto vivere molta gente miseramente,mi provocò un tale senso di abbattimento,con la paura che il suo aspetto sprigionava,che io persi la speranza di raggiungere la cima del colle
E come accadde all'avaro,che acquista con piacere un bene e poi arriva il momento in cui lo perde,e che piange e si rattrista con tutto se stesso,così mi rese quella bestia insaziabile,la quale,venendomi incontro,poco a poco mi spingeva di nuovo nel bosco là dove non batte il sole. Mentre precipitavo verso il basso,mi si parò davanti agli occhi uno che ,per essere stato a lungo in silenzio,apparivo privo di voce.
Quando vidi costui in quel luogo tanto solitario:<<Abbi pietà di me>>,gli gridai,<<chiunque tu sia,ombra o uomo in carne ed ossa!>> Mi rispose:<<Non sono un uomo in carne ed ossa,ma lo fui in passato,e i miei genitori erano lombardi,entrambi mantovani per città di nascita.
Nacqui sotto Giulio Cesare,sebbene troppo tardi e vissi a Roma sotto il valente Augusto,al tempo degli dei pagani,falsi e bugiardi
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Amo sognare...Amo la libertà...sono un essere libero in fuga dalla realtà. I sogni mi danno uno scopo, mi fanno crescere. I sogni sono come le stelle "infiniti, immensi, intoccabili"...
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venerdì 28 febbraio 2014
Fiction: “Un medico in famiglia 9″, dal 16 Marzo la nuova serie su RaiUno: tutte le anticipazioni e il promo
In questi giorni abbiamo avuto modo di vedere su RaiUno i promo della nona inedita serie della fiction “Un medico in famiglia“, anch’essa composta da 13 puntate di due episodi l’una, la cui messa in onda dovrebbe essere prevista per domenica 16 Marzo.
Una serie che, come vi abbiamo comunicato in diverse occasioni, porterà una ventata di novità, sopratutto per quanto riguarda il cast. Parte del cast storico quest’anno ci dirà infatti addio, tra questi la coppia formata da Giulio Scarpatie Francesca Cavallin (Lele e Bianca) e la coppia formata da Beatrice Fazi eGabriele Cirilli (Melina e Dante).
Mancherà poi del tutto il personaggio di Ciccio (Michael Cadeddu), mentre sua sorella Eleonora Cadeddu sarà presente solo con piccole apparizioni: l’attrice, infatti, ha spiegato di volersi dedicare maggiormente all’ultimo anno di scuola per prendere il diploma senza accumulare troppe assenze.
Per spiegare quest’ “assenza”, il personaggio di Annuccia (ormai Anna) volerà in Inghilterra per un viaggio di studio. Ed Emiliano (Edoardo Purgatori, qui la nostra intervista)? La loro storia procederà, ma vivrà momenti di crisi: la distanza, infatti, non sarà affatto semplice da affrontare, e questo porterà la giovane di casa Martini ad instaurare un legame con un misterioso ragazzo che conoscerà proprio in Inghilterra. Insomma, che il triangolo amoroso abbia inizio!
Anche il personaggio di Maria sarà quest’anno presente con il contagocce: l’attrice Margot Sikabonyi, infatti, reciterà in soli 6 episodi sui totoali 26. I personaggi di Maria e di Marco (Giorgio Marchesi, qui la nostra intervista), adesso neosposi, saranno infatti impegnati con il trasferimento a Torino.
In compenso, il personaggio di Lino Banfi sarà presente in tutte le puntate. Confermato, invece, il resto del cast.
Tutto questo per lasciar spazio ai nuovi personaggi che popoleranno la nuova serie. Partiamo da Lorenzo (Flavio Parenti, qui la nostra intervista), nipote di Libero e cugino di Lele, un affermato chirurgo che arriva da New York per motivi di lavoro e con una “mission impossible”: riconquistare l’amore dell’ex-moglie Veronica (Claudia Vismara) e l’affetto del figlio Tommy (Riccardo Alemanni).
Ci sarà poi Sara Levi (Valentina Corti), campionessa di mezzofondo e sorella di Marco, una ragazza imprevedibile ed impulsiva. Il suo comportamento, a volte sconcertante, travolgerà tutto e tutti, soprattutto Lorenzo… che intraprenderà una relazione amorosa con lei. Ma Sara nasconde un segreto che renderà il suo personaggio ancora più misterioso.
Giada (Denise Tantucci), invece, è una ragazzina albanese che vive in strada alla ricerca dei suoi famigliari emigrati in Italia. Giada sarà accolta in casa Martini e sarà fonte per tutti di gioia e dolori.
E poi c’è Stefano (Michele Venitucci), fascinoso “terzo incomodo” tra Sara e Lorenzo.
I “piccoli” di casa Martini, invece, quest’anno li ritroveremo in piena fase adolescenziale… con tutti i problemi che quest’età comporta.
Anzitutto, come facile prevedere, anche per loro arriverà il momento di vivere le prime cotte e le prime delusioni d’amore. Elena (Domiziana Giovinazzo), infatti, perderà la testa per Tommy, il figlio di Lorenzo, ma questi si innamora invece di Giada, la ragazza accolta in casa Martini.
E proprio di Giada anche il giovane Bobò (Gabriele Paolino), che ha ormai dimenticato la “sua” Inge (Yana Mosiychuk), si prenderà una bella cottarella. Insomma, un altro bel quadrilatero amoroso a tutti gli effetti.
Come preannunciato in un precedente articolo (che potete trovare qui), tra gli ospiti d’eccezione di questa serie ci sarà il cantautore Roberto Vecchioni, presente nell’ultimo episodio per cantare la sua “Chiamami ancora amore” (brano che vinse l’edizione del Festival di Sanremo nel 2011) nel corso di un matrimonio a sorpresa…
Insomma, un mix di commozione e divertimento, secondo la ormai collaudata formula di “Un medico in famiglia”.
La fiction, prodotta da Publispei in collaborazione con Rai Fiction, vede alla regia Francesco Vicario (puntate 1-5), Elisabetta Marchetti (puntate 6-10) eIsabella Leoni (puntate 11-13).
La Tossicodipendenza
Ad oggi la Tossicodipendenza, è ritenuta ancora un tabù. Un "problema" da nascondere, da evitare e il più delle volte, da sottovalutare.
In primo luogo, è bene chiarirci un po' le idee sul significato della tossicodipendenza: è la condizione di chi avverte la necessità irrefrenabile di assumere sostanze malgrado il danno fisico, psicologico, affettivo, emotivo o sociale che tale assunzione possa comportargli come conseguenza.
Chi si trova in questo "tunnel", sente il bisogno incontrollabile di usare, periodicamente o quotidianamente, droghe. Successivamente si arriva alla tollerenza (correlata all'assuefazione, per cui è necessario aumentare la dose per sentirne lo stesso effetto) si instaura così una dipendenza psico-fisica, che diventa evidente nella "Sindrome di astinenza".
I giovani sono i più colpiti. Convinti che bere, fumare o assumere sostanze stupefacenti, li possa aiutare a vivere e affrontare i problemi quotidiani, con più forza e coraggio, non rendendosi conto che in realtà questi problemi aumentano ancora di più.
Spesso conducono una vita frenetica, sono ansiosi di crescere, e nell'insieme della loro quotidianità si sentono soli e incompresi. Il vivere stesso, diventa una malattia...
Viene però automatico, porsi una semplice domanda: perchè i govani si drogano?
Queste, secondo il mio parere, potrebbero essere alcune delle motivazioni che spingono i ragazzi ad avvicinarsi al tunnel oscuro della droga:
- perchè si sentono soli e la solitudine è difficle da accettare
- perchè hanno una famiglia assente (a causa del troppo lavoro, per divorzio dei genitori...)
- perchè cercano nella droga ciò che non hanno o che non riescono a trovare
- per imitare gli altri che sembrano invincibili
- perchè si sentono a disagio e fuori posto nel mondo che li circonda
- o emplicemente perchè hanno perduto la strada...
Cè una frase di Muccioli che mi piace ricordare: "Il tossicodipendente, secondo me, è sempre un uomo, una persona che scappa da sé stesso, scappa dalla vita, perché ha paura di affrontarla. È una persona che sente di non avere abbastanza forza di vivere senza l’aiuto della droga, senza alterare il suo rapporto con la realtà, il rapporto con sé stesso e il rapporto con gli altri. Ogni storia di tossicodipendenza nasce da un bisogno, da un desiderio di fuga. Questa è la mia esperienza."
Il tossicodipendente è un uomo, una persona ed è bene ricordarne il significato: Essere singolo, essere unico, essere inconfondibile. Non solo per le caratteristiche fisiche ma per la sua storia di vita. L'uomo è un valore assoluto, vale per ciò che è e non per ciò che fa o ciò che ha. Significa riconoscere la dignità al di là di qualsiasi debolezza, fragilità... Essere persona significa essere con gli altri e pr gli altri.
In primo luogo, è bene chiarirci un po' le idee sul significato della tossicodipendenza: è la condizione di chi avverte la necessità irrefrenabile di assumere sostanze malgrado il danno fisico, psicologico, affettivo, emotivo o sociale che tale assunzione possa comportargli come conseguenza.
Chi si trova in questo "tunnel", sente il bisogno incontrollabile di usare, periodicamente o quotidianamente, droghe. Successivamente si arriva alla tollerenza (correlata all'assuefazione, per cui è necessario aumentare la dose per sentirne lo stesso effetto) si instaura così una dipendenza psico-fisica, che diventa evidente nella "Sindrome di astinenza".
I giovani sono i più colpiti. Convinti che bere, fumare o assumere sostanze stupefacenti, li possa aiutare a vivere e affrontare i problemi quotidiani, con più forza e coraggio, non rendendosi conto che in realtà questi problemi aumentano ancora di più.
Spesso conducono una vita frenetica, sono ansiosi di crescere, e nell'insieme della loro quotidianità si sentono soli e incompresi. Il vivere stesso, diventa una malattia...
Viene però automatico, porsi una semplice domanda: perchè i govani si drogano?
- perchè si sentono soli e la solitudine è difficle da accettare
- perchè hanno una famiglia assente (a causa del troppo lavoro, per divorzio dei genitori...)
- perchè cercano nella droga ciò che non hanno o che non riescono a trovare
- per imitare gli altri che sembrano invincibili
- perchè si sentono a disagio e fuori posto nel mondo che li circonda
- o emplicemente perchè hanno perduto la strada...
Cè una frase di Muccioli che mi piace ricordare: "Il tossicodipendente, secondo me, è sempre un uomo, una persona che scappa da sé stesso, scappa dalla vita, perché ha paura di affrontarla. È una persona che sente di non avere abbastanza forza di vivere senza l’aiuto della droga, senza alterare il suo rapporto con la realtà, il rapporto con sé stesso e il rapporto con gli altri. Ogni storia di tossicodipendenza nasce da un bisogno, da un desiderio di fuga. Questa è la mia esperienza."
Il tossicodipendente è un uomo, una persona ed è bene ricordarne il significato: Essere singolo, essere unico, essere inconfondibile. Non solo per le caratteristiche fisiche ma per la sua storia di vita. L'uomo è un valore assoluto, vale per ciò che è e non per ciò che fa o ciò che ha. Significa riconoscere la dignità al di là di qualsiasi debolezza, fragilità... Essere persona significa essere con gli altri e pr gli altri.
giovedì 27 febbraio 2014
L'amore è un grande parco divertimenti!
Ho sempre paragonato l'amore ad un parco giochi..:
è aperto a tutte le età, appena entri c'è chi vende caramelle e dolciumi... metaforicamente parlando è l'amore ingenuo, dolce.. quello dei bambini e delle prime cotte.. dove tutto è dolce e bello... poi camminando ci si accorge di lunghe, interminabili file di persone, sono quelli che stanno aspettando l'amore... una volta trovato si esce dalla fila.. e si è attratti dalla giostra più grande e luminosa di tutto il parco, chi decide di salire si siede vicino al proprio amore, in modo che uno possa toccare l'altro e sentirsi più sicuro... questa giostra si chiama... "amore quotidiano".. è molto pericolosa, è piena di salite e discese, di alti e bassi... che corrispondono ai momenti allegri e spensierati e a quelli difficili e faticosi... (vi ricordo che non esistono discese senza salite e viceversa..!!.)... c'è gente che scende dopo qualche giro di giostra perché non se la sente di continuare... altri che invece rassicurati dal vicino amore restano e pur facendo dei sacrifici, pagano il biglietto e si tengono stretti finché non arrivano all'ultima corsa ( la morte). C'è poi gente che si accontenta solo di visitarlo questo luna park, soffre di cuore e non ha coraggio di salire sull'attrazione principale "amore quotidiano"... quindi rimane a guardare la gente seria e coraggiosa dal basso e per passare il tempo e fare qualche esperienza gioca al "tiro a bersaglio"... consiste nel divertirsi a sparare a quei cuori esposti sul mobiletto... più li colpisci e li fai cadere a terra e più vinci...! Poiiii ancora, c'è chi trova la montagna russa troppo pericolosa e il tiro al bersaglio troppo crudele, quindi si imbatte nel gioco della pesca... sono coloro che si impegnano nel pescare un cuore, il quale si muove insieme a tanti altri... queste persone sono molto molto pericolose... perché la canna da pesca ha una calamita che attrae questi cuori ed essi non possono far altro che rimanerci attaccati... il gioco è in mano a chi impugna la canna da pesca, deve scegliere quale cuore portare nella sua direzione, c'è chi ci mette un bel po' prima di appoggiare la canna ci pensa mille volte per far si che sia la scelta giusta, c'è chi fa vari tentativi e nel fare quei tentativi fa male a molti cuori, li attrae e poi li rilascia precipitare... e infine ci sono quelli che hanno la calamita più potente e attraggono più cuori insieme e si divertono a tirarli su due o tre per volta non accorgendosi che non c'è abbastanza spazio per tutti e che ognuno cerca di conquistare terreno spingendo l'altro.. una lotta continua che distrugge questi cuori e li corrode a forza di spinte e botte per quel dannato concorrente che sta li a giocare...
Poi c'è la casa dei pagliacci, frequentata da persone libidinose che amano fare giochi strani e divertenti e uscirne fuori facendosi grosse risate... senza aver problemi di alcun tipo, la casa dei pagliacci è frequentata da giovani che non vogliono innamorarsi ma divertirsi... ma anche da vecchi che non hanno mai deciso di cambiare giostra, che non si sono mai voluti prendere alcun tipo di responsabilità e che al di fuori di quella giostra sono soli... questo luna park un po' speciale, è frequentato da tutti, tutti gli uomini, tutti gli animali hanno varcato il cancello di questo luna park... e una volta entrati non si esce più... o meglio si esce per periodi brevi, dovute a corse in ospedale per piccole o grandi contusioni, cadute, perdite o semplicemente perché si è stanchi di quel mondo tutto a cuori... si esce pensando di non rimettere più piede in quel dannato, schifosissimo luna park. Al di fuori di questo parco divertimenti chiamato "amore" ci sono gli amici, pronti ad abbracciarti e ascoltare i motivi della tua uscita di scena temporanea, alcuni si chiedono.. perchè non restare per sempre circondati dagli amici, in modo da essere sempre al sicuro da quel mondo pieno di pericoli e inganni, colmo di emozioni ed euforie?? Sapete perché nessuno resta per tutta la vita protetto da quel mondo a parte?? perché in un modo o nell'altro, spinti da non si sa cosa, attratti da quelle lucine rosse e da quelle urla di gente felice e disperata... urla di gente che sta provando immensi piaceri e gente che sta esternando grida di dolore o rabbia... non c'è nulla da fare, si sente il bisogno di entrare, di pagare il biglietto e tentare una nuova esperienza...
è aperto a tutte le età, appena entri c'è chi vende caramelle e dolciumi... metaforicamente parlando è l'amore ingenuo, dolce.. quello dei bambini e delle prime cotte.. dove tutto è dolce e bello... poi camminando ci si accorge di lunghe, interminabili file di persone, sono quelli che stanno aspettando l'amore... una volta trovato si esce dalla fila.. e si è attratti dalla giostra più grande e luminosa di tutto il parco, chi decide di salire si siede vicino al proprio amore, in modo che uno possa toccare l'altro e sentirsi più sicuro... questa giostra si chiama... "amore quotidiano".. è molto pericolosa, è piena di salite e discese, di alti e bassi... che corrispondono ai momenti allegri e spensierati e a quelli difficili e faticosi... (vi ricordo che non esistono discese senza salite e viceversa..!!.)... c'è gente che scende dopo qualche giro di giostra perché non se la sente di continuare... altri che invece rassicurati dal vicino amore restano e pur facendo dei sacrifici, pagano il biglietto e si tengono stretti finché non arrivano all'ultima corsa ( la morte). C'è poi gente che si accontenta solo di visitarlo questo luna park, soffre di cuore e non ha coraggio di salire sull'attrazione principale "amore quotidiano"... quindi rimane a guardare la gente seria e coraggiosa dal basso e per passare il tempo e fare qualche esperienza gioca al "tiro a bersaglio"... consiste nel divertirsi a sparare a quei cuori esposti sul mobiletto... più li colpisci e li fai cadere a terra e più vinci...! Poiiii ancora, c'è chi trova la montagna russa troppo pericolosa e il tiro al bersaglio troppo crudele, quindi si imbatte nel gioco della pesca... sono coloro che si impegnano nel pescare un cuore, il quale si muove insieme a tanti altri... queste persone sono molto molto pericolose... perché la canna da pesca ha una calamita che attrae questi cuori ed essi non possono far altro che rimanerci attaccati... il gioco è in mano a chi impugna la canna da pesca, deve scegliere quale cuore portare nella sua direzione, c'è chi ci mette un bel po' prima di appoggiare la canna ci pensa mille volte per far si che sia la scelta giusta, c'è chi fa vari tentativi e nel fare quei tentativi fa male a molti cuori, li attrae e poi li rilascia precipitare... e infine ci sono quelli che hanno la calamita più potente e attraggono più cuori insieme e si divertono a tirarli su due o tre per volta non accorgendosi che non c'è abbastanza spazio per tutti e che ognuno cerca di conquistare terreno spingendo l'altro.. una lotta continua che distrugge questi cuori e li corrode a forza di spinte e botte per quel dannato concorrente che sta li a giocare...
Poi c'è la casa dei pagliacci, frequentata da persone libidinose che amano fare giochi strani e divertenti e uscirne fuori facendosi grosse risate... senza aver problemi di alcun tipo, la casa dei pagliacci è frequentata da giovani che non vogliono innamorarsi ma divertirsi... ma anche da vecchi che non hanno mai deciso di cambiare giostra, che non si sono mai voluti prendere alcun tipo di responsabilità e che al di fuori di quella giostra sono soli... questo luna park un po' speciale, è frequentato da tutti, tutti gli uomini, tutti gli animali hanno varcato il cancello di questo luna park... e una volta entrati non si esce più... o meglio si esce per periodi brevi, dovute a corse in ospedale per piccole o grandi contusioni, cadute, perdite o semplicemente perché si è stanchi di quel mondo tutto a cuori... si esce pensando di non rimettere più piede in quel dannato, schifosissimo luna park. Al di fuori di questo parco divertimenti chiamato "amore" ci sono gli amici, pronti ad abbracciarti e ascoltare i motivi della tua uscita di scena temporanea, alcuni si chiedono.. perchè non restare per sempre circondati dagli amici, in modo da essere sempre al sicuro da quel mondo pieno di pericoli e inganni, colmo di emozioni ed euforie?? Sapete perché nessuno resta per tutta la vita protetto da quel mondo a parte?? perché in un modo o nell'altro, spinti da non si sa cosa, attratti da quelle lucine rosse e da quelle urla di gente felice e disperata... urla di gente che sta provando immensi piaceri e gente che sta esternando grida di dolore o rabbia... non c'è nulla da fare, si sente il bisogno di entrare, di pagare il biglietto e tentare una nuova esperienza...
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